Gestione delle Migrazioni SEO

Spostare un sito su una nuova piattaforma o dominio migliorando le performance generali.

Ci sono casi in cui si presenta la necessità di ristrutturare l’architettura di un sito e di riorganizzare i suoi contenuti con la creazione di ulteriori pagine. In altri, si ha la necessità di cambiare nome al dominio perché magari il brand ha cambiato denominazione o perché semplicemente viene scelta una forma più breve e diretta. Come fare per non perdere contenuti, posizionamento e tutte le informazioni contenute nel vecchio sito? Con una migrazione SEO, il cui obiettivo è proprio quello di migliorare le performance del sito, di mantenere il posizionamento e di evitare cali di traffico organico. Ma in che cosa consiste la migrazione SEO di un sito e quali i vantaggi concreti che offre?

Spostare un sito non è semplice, perché se tutta l’operazione non viene svolta correttamente si rischia di perdere traffico e quindi visibilità, e recuperarla potrebbe essere piuttosto complicato. Nonostante la complessità, si tratta però di una operazione da fare assolutamente in determinate circostanze come:

  1. Ristrutturazione dell’architettura di un sito
  2. Cambio di URL
  3. Cambio della piattaforma CMS
  4. Passaggio da protocollo HTTP a HTTPS
  5. Cambio nome dominio
  6. Cambio TLD.

In casi come questi rimanere fermi è controproducente, basti pensare ad un sito con piattaforma CMS obsoleta che carica lentamente le pagine, oppure ad un blog con un’architettura inadatta perché priva di pagine contenenti intenti di ricerca specifici. In questo e in molti altri casi, la migrazione SEO del sito, nonostante sia un’operazione delicata non può essere rimandata.

ByTek può offrire assistenza sia in caso di progettazione del sito studiando una nuova architettura informativa, che di migrazione SEO. Insieme al cliente facciamo una valutazione iniziale dove vengono illustrati tutti i passaggi dell’operazione, dall’analisi della situazione di partenza, alla mappatura dei redirect fino alla gestione della migrazione.

Come fare una migrazione SEO

La migrazione SEO è composta da una serie di check e interventi tecnici particolari, per cui la prima domanda da porsi è: quando effettuare questa manovra. Per stabilirlo bisogna studiare la stagionalità delle ricerche e individuare il periodo dell’anno in cui il sito registra il traffico più basso. Questo per ridurre al minimo gli effetti di un eventuale malfunzionamento iniziale.

Cosa migrare

La migrazione SEO di un sito prevede diversi step ma va tenuto presente che gli elementi indispensabili da spostare sono:

  • Tag Title
  • Meta Description
  • Tag Alt delle immagini
  • Contenuti ottimizzati
  • Sitemap.xml, robots.txt e dati strutturati
  • File con direttive al server (htaccess)
  • Script di monitoraggio.

Una volta stabilito cosa migrare, bisogna avere obiettivi chiari durante tutte le fasi dell’operazione che sono 3: pre-migrazione, migrazione vera e proprie e post-migrazione.

La Mappatura Redirect

Questa la metodologia per la costruzione del file che dovrà riassumere tutte le azioni da intraprendere durante le tre fasi e i relativi obiettivi.

Nella fase della pre-migrazione

  1. Crawling completo del vecchio sito, una sorta di inventario delle criticità. Obiettivo: stabilire le linee guida del nuovo sito.
  2. Tracciamento delle keyword ad alto volume di traffico: avere ben chiaro il posizionamento in SERP del sito vecchio. Obiettivo: avere sempre uno storico del ranking.
  3. Elenco dei backlink diretti al vecchio sito: scaricare l’elenco dei link di ingresso. Obiettivo: farne un’analisi accurata dal momento che trasferiscono PageRank.
  4. Mappatura delle URL e dei Meta Tag del vecchio sito: per non perdere niente, soprattutto le pagine che hanno più visite. Obiettivo: controllare che tutto sia redirezionato correttamente.
  5. Corrispondenza URL: controllare che ad ogni vecchia ne corrisponda sempre una nuova. Obiettivo: evitare errori 404 e pagine non trovate.
  6. Pagina 404: impostare una pagina personalizzata per l’errore 404. Obiettivo: aiutare l’utente a proseguire la navigazione all’interno del nuovo sito.
  7. Nuova Sitemap.xml: È un file con tutte le informazioni sulle pagine, immagini, modifiche, aggiornamenti etc.; i motori di ricerca leggono questo file per una scansione più efficiente del sito, quindi è bene pensarlo. Obiettivo: farsi leggere da Google.
  8. Nuovo file Robots.txt: è un file che stabilisce le parti del sito che Googlebot può scansionare, bisogna quindi verificare che le istruzioni contenute siano corrette. Obiettivo: rendere il sito scannerizzabile da Googlebot.
  9. SEO Check: controllare che tutti i contenuti e i metatag siano caricati correttamente. Può capitare infatti che alcune pagine vengano rimosse, magari quelle con alto traffico. Obiettivo: evitare qualsiasi tipo di problema con il posizionamento delle pagine.

Migrazione

Quando si procede con la messa on line dovranno essere attuati passaggi altrettanto strategici che quindi dovranno essere controllati minuziosamente. Questi sono:

  1. Lo script di tracciamento di Google Analytics (o Tag Manager) dovrà essere riportato nel nuovo codice sorgente.
  2. Attivare i reindirizzamenti evitando possibili catene di redirect dalle vecchie pagine ai nuovi contenuti e verificarli.
  3. Controllare le informazioni della Search Console: verificare che le impostazioni di configurazione siano aggiornate, svolgendo il controllo sia sul nuovo che sul vecchio sito.
  4. Controllo e aggiornamento dei link in ingresso: vanno aggiornati sicuramente tutti i link ai profili social.

Post-migrazione

È la fase probabilmente più delicata perché è quella di controllo. Le attività da svolgere sono:

  • Controllo del nuovo codice di monitoraggio di Analytics per tutte le pagine e il corretto tracciamento delle form di contatto.
  • Crawling del nuovo sito per evidenziare eventuali errori o problematiche, soprattutto in ottica SEO con un controllo dei Meta.
  • Controllo dell’indicizzazione delle pagine dopo un mese, perché Google non indicizza subito ma se 30-40 giorni il report non sarà corretto, dovranno essere individuate eventuali criticità.
  • Inviare sitemap sia del vecchio che del nuovo sito: prima di farlo però, è importante che tutti i reindirizzamenti e i collegamenti siano corretti.
  • Monitoraggio del traffico delle parole chiave e delle conversioni, per verificare che la migrazione stia procedendo secondo programma.

Le migrazioni di ByTek

C’è bisogno di tempo per poter vedere i risultati di una migrazione: almeno un mese per i siti più piccoli e almeno 2 o 3 per i siti di grandi dimensioni

ByTek ha gestito migrazioni per grandi società di telecomunicazione che avevano la necessità di cambiare dominio e per grandi brand di cosmesi. La metodologia a la costruzione del file per la mappatura redirect si basa su alcuni passaggi essenziali che però possono cambiare a seconda delle esigenze specifiche: crawling, analisi dei contenuti, associazione path, verifica di migrazioni precedenti e verifiche successive alla migrazione.

Se hai bisogno di rinnovare il tuo blog o il tuo sito, di cambiare dominio, di ripensare all’architettura informativa, chiedi una consulenza affidandoti alla nostra professionalità.

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