La Query nella Search Session

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Quando un utente si avvale di un motore di ricerca, digitando una query, più o meno complessa, utilizza i termini che a lui sembrano essere i più pertinenti e funzionali per avere accesso ai risultati desiderati.
A volte la risposta è compresa nei primi risultati della SERP restituita, magari successivamente un breve periodo di Pogo Sticking; altre volte però, vuoi perché le parole utilizzate hanno multipli significati (ambiguità della query), vuoi perché la domanda è inusuale (Google riceve continuamente nuove query, ogni giorno il 15% delle richieste totali), vuoi a causa della genericità della richiesta, l’utente non sarà soddisfatto dalle prime soluzioni presentate.
A questo punto, teoricamente, l’utente insoddisfatto e intenzionato continuerà a interrogare il motore di ricerca, affinando di volta in volta la query finché non troverà un risultato gratificante.
Google, negli ultimi anni, si è rivelato molto interessato alle sessioni-raffinazione degli utenti, e questo è intuibile dai diversi brevetti depositati a riguardo.
Come sappiamo i brevetti sono utili per capire quali sono le direzioni di studio di Google – e di investimento – ma che non corrispondano necessariamente a ciò che viene utilizzato; sono quindi un’indicazione di “come potrebbe ragionare Google”, ma non come effettivamente ragiona.
I primi algoritmi sull’argomento risalgono al 2007, nello specifico:

  • Demotion of repetitive search results
  • Session-based dynamic search snippets

Demotion of repetitive search results

Funzione: Durante una navigazione con query inerenti lo stesso argomento e che rientrano per il motore di ricerca in una stessa sessione Google declassa (ranking) i risultati (sia siti che pagine) che l’utente non aveva trovato interessanti per la prima query.
I parametri per individuare una stessa sessione: query inerenti uno stesso topic fatte entro un certo lasso di tempo “ragionevole” (5 minuti non un mese).
Logiche: È plausibile che il declassamento interessi solo le risorse che l’utente aveva consultato rispetto a tutte quelle mostrate, ma il brevetto potrebbe intervenire anche indipendentemente dai click sulla risorsa nelle SERP. Il declassamento dovrà rispettare una soglia di rilevanza, quindi alcuni risultati verranno abbassati di ranking solo se ci sono valide alternative.

Session-based dynamic search snippets

Il brevetto è stato rilasciato per la prima volta nello stesso periodo del “Demotion of repetitive search results” (si basa sullo stesso concetto di sessione) però poi è stato rivisitato nel 2011.
Funzione: Personalizzazione degli Snippet nelle SERP; in questo modo una pagina (che non è stata consultata) presentata per la query iniziale all’utente, può essere riproposta al navigatore in una stessa Search Session (se rilevante nella sessione-raffinazione) con una modifica dello Snippet (mettendo in risalto la parte pertinente della pagina) proprio per incentivare il click sulla risorsa.

Ultimi aggiornamenti: Contextual search term evaluation

Un brevetto più recente, sempre incentrato sulla stessa tematica, è stato rilasciato nel 2014.
Funzione: il concetto alla base di questo nuovo brevetto è dare maggior peso ai termini usati nelle query delle prime richieste di ricerca e meno ai termini aggiunti nelle successivi passaggi (ovviamente inerenti una stessa sessione).

Conclusioni

Google sperimenta continuamente più algoritmi su uno stesso argomento, testando metodologie diverse, spesso anche contrapposte, per poi scegliere la soluzione migliore.
Monitorare e analizzare le Search Session fornirà al motore di ricerca dati riguardo:

  • Suggerimenti di query
  • Relazioni tassonomiche tra query generiche e query specifiche
  • Espansioni della query
  • Co-occorrenze tra termini di ricerca (se molti utenti eseguono ricerche simili ciò indicherà che vi è una forte relazione)
  • “Related searches”

Nella pratica:

  • La pertinenza e la precisione dell’advertising migliorerà
  • I dati raccolti saranno utilizzabili nella taratura degli algoritmi (Hummingbird)

 

Per i SEO

Content

Il contenuto di una pagina è e sarà sempre di più un fattore rilevante (personalizzazione dello Snippet).

People are Strange

Michael Martinez: I actually find myself using Bing more often when I need to discover new information
Tarando il funzionamento del motore di ricerca sempre più sulla maggioranza degli utenti, è possibile che altri motori di ricerca possano aiutarci ad intercettare le nicchie di utenza “minori”?


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Guglielmo Fassio

Anno 1989, nato e cresciuto a Viterbo. Mi innamoro del marketing durante gli studi in Economia Aziendale conseguendo così una Laurea in Marketing e Qualità all'Università degli Studi della Tuscia. Prima della laurea approdo in ByTek iniziando dalle basi della SEO, analizzando keyword su keyword. Oggi sono l'Operations and Project Manager, seguo e gestisco il team in tutte le fasi organizzative. Collaboro con Manpower e Tree come docente di Marketing al corso di Digital Marketing di YTiA e come formatore per Tag Innovation School. Ogni occasione è buona per un giro sulle due ruote fra le colline della Tuscia. CrossFitter a tempo perso.

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