Infografiche: 3 cose da non fare

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Ormai da qualche anno a questa parte le data visualization sono diventate una realtà sempre più concreta e presente all’interno del web. A partire dai primi banner comunicativi, passando poi per le prime forme di infografiche e arrivando infine alle motion graphic e alle infografiche dinamiche.
L’evoluzione di questa nuova forma di comunicazione in Italia non è stata vissuta da tutti nello stesso modo. C’è chi ha seguito l’onda dei paesi più avanzati in questo settore aggiornandosi costantemente sulle nuove mode e sulle nuove tendenze grafiche e c’è chi invece si è ritrovato catapultato in questo nuovo universo senza capire bene i principi che si trovano alla base di questi nuovi mezzi.
Per questo motivo ho voluto riassumere in una breve, ma secondo me essenziale, guida alle 3 cose da non fare in un infografica.

1 – Muro di testo

L’informazione grafica parte per l’appunto da una necessita di sintetizzare e semplificare un informazione che altrimenti risulterebbe accessibile solo a poche persone. Questo concetto si sposa perfettamente con l’evoluzione che la nostra società sta manifestando negli ultimi 20 anni.
Le persone vivono una vita frenetica e non sempre hanno il tempo e la voglia di spendere qualche minuto per informarsi, figuriamoci se poi si trovano davanti ad un muro di testo insormontabile.
Eppure sembra che qualcuno questo concetto non l’ha compreso perfettamente.
Troppo spesso vedo nel web infografiche che, pur presentando una parte grafica relativamente accattivante, hanno comunque dei piccoli muri di testo sparsi qui e là tra un elemento grafico e l’altro.

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Il risultato a primo impatto può essere piacevole ma analizzandolo con un occhio più critico vi accorgerete che da un punto di vista tecnico non va per niente bene.
Solitamente una buona infografica riesce a comunicare il 60-70% delle informazioni principali nei primi 20 secondi di visualizzazione.

Se provate a cronometrarvi sull’infografiche nell’immagine precedente vi accorgerete che non è questo il caso.
Quindi prima cosa da non fare se si decide di utilizzare l’infografica come metodo di comunicazione è quello di mettere i muri di testo.

Come fate ad accorgervi se il vostro testo è diventato un muro?

Semplice se supera le 15 parole molto probabilmente non ve ne state accorgendo ma in mano avete calce e blocchetti.

 

2 – Scordare il 40% del Lavoro: il Titolo

Un altro aspetto da prendere in considerazione, e da non sottovalutare in alcun caso, è la presenza di un titolo che richiami subito all’argomento trattato. Sembra una cosa scontata e abbastanza ovvia ma purtroppo non è sempre così.
Prendete per esempio l’infografica seguente
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In questa infografica vengono mostrati dei numeri sui vari partiti italiani e la loro distribuzione sul territorio nazionale, però purtroppo manca il titolo sull’infografica.

Quindi il malcapitato che dovesse imbattersi direttamente in questa infografica senza passare per la pagina web dove invece è presente il titolo (come del resto è capitato a me) non è detto che capisca immediatamente i dati presenti nell’infografica a cosa si riferiscono.

Se io dicessi che sono le migliaia di euro spese per la campagne elettorali, potrebbe funzionare?
Beh perché no, non sono cifre così spropositate e riflettono anche le propagande politiche fatte.

Che l’abbiate capito oppure no, l’infografica non si riferisce a quello ma al numero di seggi conquistati da ogni partito sul territorio nazionale nel 2013.
Magari per qualcuno più attento e più informato sull’argomento era chiaro dall’inizio, ma l’informazione grafica viene utilizzata proprio per questo motivo, per permettere a chiunque di recepire le stesse informazioni.

Il titolo quindi, come ho scritto in cima a questo paragrafo, corrisponde al 40% del lavoro. Questo perché prepara il lettore all’argomento e rende quindi la comprensione dei dati presenti ancora più veloce.

Quindi seconda cosa da non fare assolutamente è quella di scordarsi il titolo.
Il titolo bisogna sceglierlo in modo che attragga l’utente e richiami immediatamente all’argomento trattato nell’infografica.

 

3 – Torte Americane

Il titolo del paragrafo è un po’ bizzarro, spiego subito perché l’ho scelto. In America sono molto famose le torte con innumerevoli decorazioni sopra, come i pupazzi di fondente e di pasta di zucchero… poi però quando vai a mangiare la torta l’interno è quasi sempre lo stesso per tutte.

Questa breve parentesi per introdurre un elemento molto essenziale, ovvero l’abbondanza di elementi grafici e poca sostanza.
Sono presenti nel web infografiche che per evitare l’errore del muro di testo riempiono l’infografiche di elementi grafici fino a farla scoppiare dimenticando però di concentrarsi anche sul contenuto e soprattutto sulla comprensibilità di esso.

Così facendo si incorre in un altro tipo di errore, che tecnicamente è paragonabile a quello del muro di testo.
Le infografiche che solitamente sono state realizzate con questo criterio presentano moltissimi elementi grafici, alcuni forse inutili per la mera comprensione dei dati, ma che comunque sono stati aggiunti per rendere il tutto più accattivante. Prendete per esempio l’infografica seguente.

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Se dal punto di vista grafico può essere magari una mossa vincente dal punto di vista comunicativo sono un vero e proprio fallimento perché il lettore andrà a focalizzare la propria attenzione unicamente sugli elementi comunicativi dell’infografica e non su quelli di abbellimento, che anzi tenderanno a rallentare l’utente rendendo la comunicazione meno chiara.

Solitamente si cerca di ottenere un equilibrio tra parole ed elementi grafici (solitamente 50:50, ma anche 40:60 va bene) e gli elementi grafici devono essere almeno per il 95% informativi e per il restante 5% decorativi.

Quindi terzo e ultimo divieto è quello di riempire la vostra infografica di elementi grafici definiti “di abbellimento” a discapito degli elementi che invece dovranno comunicare un informazione.


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Daniele Cattaneo

Anno 1993. Dopo il diploma presso l’Istituto Tecnico Aeronautico mi iscrivo alla laurea Triennale di Scienze Forestali. Durante il periodo degli studi inizio a coltivare la mia passione per la grafica e dal 2010 inizio a lavorare come Graphic Designer. Nel 2014 ho fondato ByTek Marketing, insieme ad alcuni studenti della facoltà di Ingegneria, dove svolgo il ruolo di responsabile dell’area UX/UI. Nel 2017 ho partecipato ad un Master in UI Designer presso Tag Innovation School. Appassionato di sport, natura, musica, scoutismo e vita all’aria aperta. La cosa che odio di più in assoluto è il Natale.

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