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Google ha annunciato nel 2017 che l’indicizzazione dei siti web ai fini del posizionamento in SERP avviene sulla base dei risultati da mobile. Una vera rivoluzione, che si è resa necessaria visto che le ricerche da tablet e smartphone hanno da tempo superato quelle effettuate da desktop.
Obiettivo del più diffuso motore di ricerca è infatti quello di proporre risultati sempre più vicini all’User Intent, cioè risposte sempre più attinenti e complete alle domande poste dai navigatori. Per migliorare l’esperienza dell’utente, Google inserisce in SERP i risultati classificandoli sulla base della qualità dei contenuti, della loro capacità di rispondere esaustivamente alle query degli utenti e della User Experience, ovvero l’esperienza offerta dai siti inseriti nei risultati di ricerca.

L’ottimizzazione dei contenuti sulle versioni responsive e mobile del sito

L’esigenza di comparire ai primi posti delle SERP è l’obiettivo di ogni gestorie di un sito web. Da anni la strategia per raggiungere la prima pagina dei risultati su Google è quella di mettere in campo azioni SEO online e offline per migliorare il posizionamento.
La nuova strategia adottata da Google per perfezionare gli algoritmi che classificano i risultati da proporre agli utenti è ormai orientata ad analizzare i siti e le pagine web sulla base delle loro versioni per il mobile. Sia che si interroghi il motore di ricerca di Mountain View da cellulare, da altri dispositivi mobili, oppure da desktop – non si può prescindere dal fatto che negli uffici delle aziende i computer sono ancora presenti per lo più nella versione desktop – la SERP mostrerà i risultati che il web crawler di Google avrà analizzato spiderizzando le versioni responsive o mobile.

É indispensabile avere un sito responsive o mobile?

Se si vuole conservare le buone posizioni acquisite in SERP e migliorare il posizionamento dei contenuti, è assolutamente necessario ottimizzare il sito rendendolo responsive, cioè in grado di riconoscere in modo automatico il dispositivo dell’utente che lo consulta – sia esso uno smartphone, un tablet o un desktop PC – e adattare i contenuti per la visualizzazione sul display mobile. Il Mobile First Index di Google è realtà ed è alla base della programmazione delle funzioni svolte attualmente dai mobile crawler. Un sito che non ha la caratteristica di mostrarsi mobile-friendly sarà penalizzato da Google riguardo al posizionamento dei contenuti.
La sfida posta dal Mobile First Index è grande: la User Experience è alla base dei criteri che Google applica nella valutazione dei contenuti e un crawler web ora è in grado di valutarne la qualità. É del tutto inutile investire in un grande portale web, ricco di contenuti, ma consultabile comodamente solo da un monitor a 24”,  se non si cura allo stesso modo l’esperienza dell’utente che naviga da dispositivi mobili e l’ottimizzazione dei contenuti per il mobile.

Cosa sono e come funzionano i web crawler?

Con la locuzione web crawler – detti  anche web spider o robot – si definiscono i componenti  essenziali dei motori di ricerca. Si tratta di software – in genere bot, ovvero strumenti nei quali alcune funzioni sono state automatizzate tramite script – che analizzano le URL dei contenuti web, sulla base di liste elaborate dal motore di ricerca attraverso alcuni criteri, tra i quali l’aggiornamento delle sitemap e la segnalazione di nuovi siti da parte dei webmaster. Le liste sono composte privilegiando l’analisi dei contenuti più recenti, quelli analizzati da maggior tempo e le pagine web che hanno subito aggiornamenti, e forniscono dati agli algoritmi di Google, che li classificano sulla base di numerosi parametri ai fini della loro comparsa nella SERP.

Come vengono elaborati i risultati in SERP?

I motori di ricerca, come Google e Bing, svolgono in genere quattro funzioni:

  • scansione o crawling del web attraverso i web crawler;
  • elaborazione dell’indice, composto da keyword, data di aggiornamento del sito web, link interni ed esterni e molti altri segnali rilevanti per il motore di ricerca;
  • calcolo della rilevanza e dell’ordine dei risultati delle ricerche;
  • elaborazione della SERP.

La prima fase, gestita online dai web crawler, è dunque fondamentale ai fini del posizionamento e della visibilità del sito.

I web crawler e gli errori di indicizzazione

É possibile che errori riguardanti file o l’architettura del sito condizionino il risultato dell’indicizzazione. Per fare in modo che gli spider possano accedere agevolmente a tutti i contenuti del sito, è necessario verificare la sua crawlability, cioè la sua capacità di consentire ai crawler di consultare i contenuti. Ecco gli errori più comuni:

  • Indicizzazione bloccata dal file Robot.txt. La Search Console di Google permette di verificare se il file Robot, il primo che viene analizzato dai web crawler, non permette la consultazione dei contenuti da parte dei bot dei motori di ricerca.
  • Meta tag robot. La presenza di una stringa di questo tipo <meta name=”robots” content=”noindex” /> nel codice del sito.
  • Errori nella Sitemap. Il file sitemap è la guida che conduce i web crawler nella indicizzazione dei contenuti. Se è errato può condizionare fortemente questa operazione. Se è mancante, è bene inserirlo nel sito.
  • Problemi nel server. Un server sovraccarico, o che restituisce errori 5xx, deve essere verificato segnalando il problema all’hosting del sito.

Come ottimizzare un sito per renderlo Mobile Friendly

Infine ecco alcuni consigli per rendere il sito Mobile Friendly . Innanzi tutto è possibile verificare se il proprio sito risponde ai requisiti di Google per i siti responsive e mobile attraverso il tool creato appositamente, facilmente reperibile sul web. Se emergono problemi sarà bene verificare che:

  • II tema del sito, o il codice con il quale è stato disegnato, siano responsive, si adattino cioè  automaticamente al dispositivo dal quale sono consultati. In caso contrario è necessario intervenire sul sito web.
  • Non siano utilizzati software non adatti alla visione da dispositivi mobili. Niente siti in Flash, ad esempio.
  • Attenzione alla struttura del sito e alla grafica. É necessario verificare che il carattere utilizzato sia leggibile anche effettuando lo zoom con le dita. Inoltre i link esterni e i collegamenti dei menu devono essere facilmente cliccabili con il polpastrello. É consigliabile evitare di mostrare sul display del cellulare contenuti non indispensabili, presenti nella versione desktop, e ottimizzare le immagini affinché non risultino troppo pesanti da caricare e si adattino automaticamente al dispositivo. I siti creati con CMS, come WordPress e Joomla, dispongono di plugin che ridimensionano le immagini ottimizzandole per i display di varie dimensioni e permettono una gestione ottimale dei contenuti da mostrare su smartphone e tablet.

Conclusioni

La nuova struttura della SERP di Google, composta attraverso l’indicizzazione della versione mobile dei siti web, rende indispensabile concepire i nuovi siti per il mobile e verificare che i siti già online abbiano una versione mobile (responsive o specificatamente disegnata per il mobile) che possa essere analizzata dai web spider di Google e degli altri motori di ricerca.
Si deve infine controllare che i web spider possano analizzare tutti i contenuti del sito, per indicizzarlo al meglio.
I dispositivi mobili -, si pensi anche agli Smart Whatch, per iOS e Android sono sempre più presenti nella vita delle persone e  il web sarà consultato da display di ogni dimensione. Google si sta preparando a questo scenario privilegiando l’esperienza offerta da siti ottimizzati per il mobile. La presenza sul web sarà sempre più condizionata da questo cambio di scenario e portali con testi su tre colonne stenteranno a offrire una buona User Experience agli utenti.
In Bytek Marketing sono presenti le professionalità che possono trasformare la presenza dei brand sul web rispettando i canoni dell’ User Experience Design, realizzando siti web orientati a una visione da desktop e da dispositivi mobili, che trasforma la navigazione sul sito in un’esperienza, che può fare la differenza rispetto ai siti web delle aziende concorrenti.


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