Seo Copywriting: quali strategie per contenuti di qualità?

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Una volta una bambina, rispondendo alla domanda della maestra: «Che lavoro fa la vostra persona speciale?», riferendosi alla zia giornalista e scrittrice disse: «Vende parole». Ecco, rubando l’espressione di quella piccola ma acuta bimba, si potrebbe dire che un Seo Copywriter veramente bravo debba essere in grado di vendere le sue parole. Perché dietro le sue parole ci sono informazioni, emozioni, ricerca e verità. La Seo Copywriting è un’attività che deve sostanzialmente rispondere a domande e offrire quello che l’utente cerca, quindi vendere parole e, legate a queste, emozioni, sogni e verità. Per dare risposte bisogna essere preparati, per essere preparati bisogna documentarsi, studiare, leggere. E tanto. Perché nell’era di internet tutti sanno tutto. Ma male e molto superficialmente. Come costruire allora contenuti di qualità? Come fidelizzare il nostro lettore? Semplice, se scriviamo bene e diamo risposte, il nostro lettore tornerà a leggerci. E noi avremo venduto le nostre parole.

Seo Content, content marketing e strategie (più o meno) vincenti

Rispondere a domande precise ma soprattutto far trovare le nostre risposte all’utente; posso scrivere il pezzo più bello del mondo, uno di quelli da premio Pulitzer ma se non lo trova nessuno tanto varrebbe non averlo mai scritto. Nella Seo Copywriting bisogna allora partire necessariamente dalle domande. Ma per essere trovati occorre utilizzare esattamente le parole che i lettori/utenti cercano.

Ci sono più domande che risposte

Un vecchio giornalista era solito sottolineare ai suoi praticanti che esistono più domande che risposte e che la differenza tra un bravo reporter e tutti gli altri stava proprio nel formulare quella giusta. Rapportando questa situazione alla Seo Copywriting, possiamo dire che la bravura di un copywriter sta proprio nell’individuare le domande giuste, per poi dare le risposte corrette. Provate a farvi un giro per Answer The Publice scoprirete quanto è vero! Probabilmente ci specializzeremo sempre di più nella Voice Search, e il SEO Specialist lavorerà sulla profilazione di cluster di personas associati a sezioni del sito. Di sicuro il Seo Copywriter dovrà lavorare sempre più a stretto contatto con lo specialist per poter entrare “nella mente” del suo lettore. E per rispondere alle sue domande dovrà farlo usando necessariamente le stesse parole, quindi offrendo contenuti di qualità. Ecco allora che a questo punto entra in ballo la keyword search.

Le parole chiave del testo e la keyword search

Per approfondire la keyword search nella Seo Copywriting si ha a disposizione tanto materiale. Prima di passare però alla presentazione di qualche tool, bisogna capire perché la keyword search è così importante per il Seo copywriter. Per poter “vendere le nostre parole” occorre capire innanzitutto a quale domanda vogliamo e dobbiamo rispondere. Vanno allora analizzati gli intenti di ricerca, le parole chiave e i sinonimi che il lettore potrebbe utilizzare così come tutte le caratteristiche a queste associabili. Caratteristiche come la destinazione, il destinatario e non ultimi gli avverbi interrogativi ad esse associati: dove, perché, quanto, come, e simili. Nell’espansione della query comunque, bisogna sempre tenere a mente la struttura piramidale, dove le parole chiave con più alto volume di traffico dovranno mantenere posizioni apicali, fino ad arrivare a quelle cosiddette long tail, sulle quali bisognerà concentrarsi maggiormente per trovare tutte le associazioni possibili che l’utente potrebbe cercare. Bisogna insomma giocare con le parole.

Quali tool per la Seo Copywriting

Ci sono tanti strumenti in grado di aiutarci a capire le domande alle quali dobbiamo trovare risposte. Come già detto, la keyword search è una fase molto importante della Seo Copywriting e per realizzarla nel migliore dei modi, possiamo ricorrere a tanti strumenti. Quello più utilizzato (a pagamento), è sicuramente Keyword Magic Tool di Semrush, dove si potrà osservare sia il volume di ricerca, la difficoltà, la funzionalità della serp e la difficoltà della parola chiave. Il sopra citato Answer The Public, è ottimo per avere un’idea degli avverbi interrogativi e per le varianti long tail delle parole chiave del testo. Le domande di Answer The Public sono molto utilizzate, ad esempio, per inserire qualche H2 su tematiche specifiche da trattare su una determinata keyword. Rispetto a qualche altro tool già molto conosciuto come Google Keyword Planner e Google Suggest, vale la pena spendere qualche minuto in più per quello che un tempo era Ubersuggest e oggi invece prende il nome del suo ideatore, Neil Patel. Un tool gratuito che da diverso tempo offre anche il volume di ricerche mensili e idee per kw (sempre con volume, di ricerca), suggerite: e correlate: Infine, un tool che ultimamente si è arricchito di funzioni simpatiche è Seozoom: Che offre anche una panoramica di Answer The Public ma con un’idea dei volumi, ottimo per farsi un’idea di come sviluppare il nostro piano editoriale.

Keyword stuffing

Molto spesso ci siamo sentiti ripetere che la kw principale andrebbe inserita nel primo paragrafo del testo e possibilmente in grassetto. Ci sono anche regole precise sulla keyword density. Anzi, anche in questo caso ci sono tool molto carini che ci aiutano a capire quanto il nostro testo sia infarcito di kw. A volte inutilmente. Scrivere un testo imbottito di parole chiave infatti non serve a niente: inutile girarci intorno, questo è. Non scrivete un testo pieno zeppo di parole chiave, nel tentativo di “fregare” Google. Fare un elenco sconsiderato di numeri o di nomi di città nella speranza di posizionarvi meglio, è la cosa più sbagliata che possiate fare.  La Seo Copywriting NON è un insieme di parole chiave messe insieme ma la capacità di scrivere testi di qualità applicando le regole del web.

Newsjacking? Sì grazie ma…

Rispondere alle domande, ok, organizzare bene il PED anche, ma poi non dimentichiamoci mai di dare “qualcosa in più”. Il mio testo non deve essere semplicemente la risposta ad una domanda, deve avere anche un quid particolare, che faccia del mio testo IL testo. Perché allora non collegare il testo alla notizia del momento? Certo se vi state occupando di scartavetratici a nastro, sarà difficile collegarvi ai Ferragnez, che come tutti sanno sono la gallina dalle uova d’oro del World Wide Web, ma considerate soprattutto che chi cerca informazioni utili sulla scartavetratrice probabilmente potrebbe essere poco interessato alla famiglia più famosa del momento. Magari leggerà il vostro testo, ma trovando informazioni sul primo compleanno del piccolo Leone, forse non tornerà mai più sul vostro sito (e vi maledirà a vita). La parola d’ordine allora sarà ancora una volta, leggere, informarsi e collegare le notizie giuste con l’argomento che state trattando per raggiungere tutti quelli che potrebbero essere interessati al vostro testo.

Vecchio e nuovo si completano

Vecchio e nuovo molto spesso si completano. Per fare del vostro testo IL testo, non fatevi scrupolo di ricorrere anche a qualche “vecchio espediente”. Online si trova tantissimo materiale ma non dimentichiamoci mai di dare “qualcosa in più”. Ecco perché allora potrebbe essere utile mettere da parte articoli, commenti, interventi, materiale di ogni genere che mi possa aiutare ad offrire quel tocco in più che il lettore troverà solo nel mio testo. E per fare questo a volte si potrebbe anche essere costretti a mettere da parte il sano vecchio cartaceo. Quelle cose che puzzano di carta tipo i settimanali o quotidiani che nessuno più acquista. Ma contengono spunti molto interessanti a volte, anche perché gli articoli pubblicati sull’edizione cartacea di settimanali e quotidiani non sono la stessa versione pubblicata nell’online. Considerando poi che nessuno acquista più i giornali cartacei,traendo ispirazione da questi avrete sicuramente un testo originale al 100%!

Content design

Ma come, si parla di Seo Copywriting e non si dice nulla sul content design? Non sia mai. Per farsi trovare dall’utente/lettore occorre rispondere alle sue domande con le stesse parole ma bisogna anche scrivere in ottica SEO: saper scrivere bene e conoscere le regole base dell’ottimizzazione dei testi online. I meta sono fondamentali. Il Title tag ad esempio è il fattore SEO più rilevante per il ranking: deve essere fatto ad arte, rientrare nei 70 caratteri e dare subito l’idea di rispondere alle domande della vita. Subito a sinistra deve contenere la kw principale, quindi un concetto del tipo: “se leggi il testo ti sarà tutto più chiaro”. Con poche e semplici parole. La description non ha un impatto diretto sul ranking ma è il motivo per il quale l’utente, scorrendo la serp, cliccherà o meno il testo. Fondamentale la call-to action che svolge. Più attira il lettore, meglio è, guai a deludere le sue aspettative, si torna allora alla casella del via: il contenuto deve essere di qualità. I tag di intestazione: il testo deve essere “percorribile”, “arioso”: segmentato da H2, H3 e così via (io personalmente non sono mai arrivata oltre l’H4). Usate il grassetto per evidenziare le kw e i concetti fondamentali. Le Url devono essere keyword reach quindi contenere la parola chiave principale, per la quale vogliamo posizionarci. Queste sono le pillole del content design, vanno seguite alla lettera, sempre e comunque!

Facciamo parte di un ingranaggio

Seo Copywriting, SEO Specialist, CMS, CRM, social network, advertising e chi più ne ha più ne metta, sono parti di una grande macchina che può correre verso il nostro traguardo/obiettivo. Il Seo Copywriter deve mettersi bene in testa che non è un’isola felice, perché se anche una sola vite di tutto l’ingranaggio si spezza, l’obiettivo/traguardo si fa sempre più lontano. Ricordate Inside Out, il film Disney-Pixar? Per quasi tre quarti del film, alla felicità della piccola Riley sembrava utile solo Joy e invece alla fine si capisce che anche Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto servivano. Lasciando ad altri la responsabilità di dire tra chi fa advertising, SEO, Copywriting etc, etc. sia equiparabile a rabbia, paura e disgusto, è importante però sottolineare solo il concetto che all’interno dell’ingranaggio-azienda, siamo tutti indispensabili e che se anche uno solo dei meccanismi si inceppa, ci rimette tutta la macchina.

Paola Alunni

Anno 1967. Nel 1999 sono diventata giornalista professionista, ho iniziato a lavorare presso un quotidiano cartaceo, quindi per diversi quotidiani online. Sono poi passata alla comunicazione istituzionale presso la Presidenza del Consiglio al Dipartimento per gli Affari Regionali e poi al ministero per i Rapporti con il Parlamento. Oggi in ByTek sono responsabile editoriale, mi occupo dell’ottimizzazione dei testi in ottica SEO e del settore copywriting. Mi piace la vita all’aria aperta, sono educatrice scout e, avendo il cuore mezzo giallo e mezzo rosso, sono nata per soffrire.

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