H1, H2, H3: quale content design per il tuo testo

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H1, H2, H3: quanto sono importanti per la scrittura di un testo in ottica SEO? A questa domanda si potrebbe rispondere con un’immagine, quante volte vi è capitato di ricevere testi da presunti Seo Copywriter formattati in questo modo? Un testo formattato senza heading tag è di fatto un mattone illeggibile, faticoso da scorrere e difficilmente comprensibile ad una prima scannerizzazione. Molto spesso per ottimizzare un testo in ottica SEO ci si concentra su Title e Description, finendo per trascurare i tag header e quindi il content design nel suo insieme. Eppure H1, H2, H3 sono fondamentali per l’architettura e per l’organizzazione del testo, finendo per essere importanti anche per la lettura e quindi per la fidelizzazione dei nostri lettori.

Tag Heading, SEO e leggibilità

Chi, come me, ha avuto modo di fare esperienza con i “vecchi mezzi di comunicazione di massa”, ricorderà che per arrivare al numero di battute richiesto dall’impaginazione, molto spesso venivano inseriti dei titoletti che introducevano l’argomento del paragrafo specifico dell’articolo. Con il passare degli anni le tecnologie hanno permesso a scrittori e giornalisti di intervenire sempre meno dal punto di vista grafico perché gli strumenti di impaginazione si facevano sempre più duttili, sempre più modificabili a seconda delle esigenze dell’articolo. Passare dai “vecchi mezzi di comunicazione di massa” a internet ha significato innanzitutto inserire nel modo di scrivere anche una formattazione dei testi facilmente “scannerizzabile” al primo impatto. Chi legge su internet legge molto velocemente, secondo la famosa impostazione a F di Nielsen da sinistra verso destra a scalare:     In pratica la prima riga viene letta sicuramente, la seconda così così, la terza forse, la quarta probabilmente, dalla quinta in poi si accettano scommesse. Questo semplicemente per dire che il nostro testo deve essere ben organizzato, ben strutturato e “visivamente” chiaro. Il lettore deve avere subito l’idea del tema che verrà trattato e in che modo; che nel primo paragrafo troverà l’introduzione all’argomento, che poi ci saranno paragrafi e sottoparagrafi che tratteranno le varie sfumature. Tutto chiaramente strutturato e facilmente comprensibile già alla prima occhiata. L’importante è saper utilizzare al meglio i tag heading.

Che cosa sono e come entrano in gioco H1, H2, H3

Come detto, quando si parla di SEO spesso ci si concentra principalmente sul Title, perché molto dipenderà da questo se il testo si posizionerà bene sui motori di ricerca; ma allora perché spendere tempo ed energie per fare anche l’H1? E soprattutto (il sogno di tanti copywriter) perché non posso fare l’H1 uguale al title? Il Title deve contenere la kw principale e possibilmente il più a sinistra possibile, mentre gli Heading Tag sono fondamentali per la leggibilità del pezzo. Se per scrivere il title si è un po’ costretti a seguire le regole ferree della SEO, con l’H1 si può dare sfogo alla fantasia. Si tratta infatti del titolo vero e proprio del testo, alla maniera classica del termine e non sempre la kw principale deve essere citata al suo interno, a patto però che il concetto da questa contenuto sia chiaramente espresso. Quello che invece conta è che l’H1 sia il più fantasioso e “cattura-attenzione” possibile. Il consiglio è di non farlo troppo lungo, massimo 70 caratteri e, nel caso non contenga la kw principale in senso stresso, che almeno contenga il concetto di base, dando comunque l’idea del contenuto che ruota attorno a quella kw. Fondamentalmente l’H1 dovrà essere di qualità (come tutto l’articolo del resto!). Gli H2, H3, H4 e, in alcuni casi anche H5 (si può arrivare fino all’H6 se il testo è particolarmente lungo e articolato) servono per strutturare i paragrafi e sottoparagrafi, le sezioni minori e quindi per dare la corretta architettura all’articolo. Per far capire al lettore, già al primo sguardo, non solo di che cosa stiamo parlando, ma di come lo tratteremo e in che modo affronteremo l’argomento.

H1, H2, H3 e SEO

L’obiettivo per un copywriter è farsi trovare dal lettore, quindi ottenere un buon posizionamento nelle SERP di Google. Non solo. Far sì che una volta catturata l’attenzione del nostro lettore, questi rimanga a leggere tutto il nostro testo e torni sul nostro blog. Gli Headings quindi sono fondamentali perché aiutano il copy a costruire l’architettura del testo e allo stesso tempo il lettore a capire come sarà strutturato il pezzo. Aiutando la lettura fanno sì che il nostro lettore-utente torni a leggerci. Basta fare una differenza tra un testo non formattato e uno con i tag heading ben organizzati:

Come devono essere inseriti H1, H2, H3

L’H1, come detto, è il titolo dell’articolo in senso stretto, quindi dovrà essere inserito in testa. I Tag Heading vengono quindi inseriti nel testo in ordine decrescente a seconda dell’organizzazione che si vuole dare al testo, il paragrafo o i paragrafi principali dovranno essere titolati con un H2, che al suo interno dovrà contenere sotto paragrafi titolati in H3 e così via. In un testo di media lunghezza (1500-2000 parole) in genere non si va mai oltre gli H4.

Come organizzare il testo e come scegliere H1, H2 e H3 in ottica SEO

Per fortuna a questo mondo non siamo soli e nella SEO men che meno. In nostro aiuto infatti arrivano diversi strumenti. C’è un modo, anzi diversi tool, per poter scegliere i tag heading in ottica SEO. Oltre ai classici tool che possono suggerire le kws secondarie come Semrush, Ubersuggest o Keyword Planner, io cito sempre Answer The Public, perché offre già tutte le domande con tutte le varianti di avverbi e preposizioni più ricercate nei motori di ricerca che in genere rappresentano un valido aiuto per affrontare in maniera esaustiva un dato argomento. Se ad esempio la vostra parola chiave è crema idratante, il tool vi offre 26 domande 71 preposizioni 59 comparazioni, 503 suggerimenti in ordine alfabetico e 20 espressioni in relazione. Per gli amanti di Answer The Public poi, c’è un’ulteriore novità rappresentata da SeoZoom che si è arricchito di una funzione: le preposizioni, le comparazioni e i suggerimenti del tool col simpatico ometto dalla barba bianca con relativo volume

Come si inseriscono i tag Heading

Una volta stabilita l’architettura del testo, “disegnata” la struttura, bisogna inserire i vari heading. Tutto dipende dal formato word di cui si dispone, in linea di massima basta andare su “Stile” e selezionare gli headings di cui si ha bisogno: In genere c’è un solo H1 per testo (uno per pagina web o uno per argomento, di seguito un chiarimento sulla questione), mentre di H2, H3 e così via ce ne saranno tanti quanti riterrete opportuno inserire a seconda dell’organizzazione del testo.

Inserire H1, H2 e H3 su WordPress

Chi apre un blog si affida al 90% a WordPress, il CMS Open Source più utilizzato dalla rete. Chi scrive direttamente su WP può inserire i tag headings direttamente in pagina selezionando la voce specifica in alto a sinistra: In questo caso è ancora più facile vedere come Wp permetta di inserire più di un H1 per testo. Ma veniamo allora al punto: quanti H1 si possono inserire di fatto in un testo? La risposta non può che essere una: quanti ne servono. Se il testo ha un unico argomento sviluppato e articolato in vari paragrafi, sezioni e sottosezioni ne servirà uno solo. Se al contrario il testo o la stessa pagina web ha due argomenti principali, serviranno due H1. come sempre spetterà a voi decidere, perché voi siete gli architetti del vostro testo.

Tag Heading e posizionamento

Google riconosce i nostri sforzi! Un uso intelligente e accurato dei tag heading infatti, è in grado di far raggiungere un buon posizionamento perché il motore di ricerca riconoscerà subito argomento, struttura e qualità del testo. Costruire un pezzo seguendo un’architettura precisa e ordinata darà la possibilità al lettore di seguire in modo semplice e veloce l’argomento affrontato, esattamente come succede ad un bel palazzo; se la sua architettura sarà ben organizzata e funzionale sarà più bello da vedere, più vivibile e più competitivo sul mercato immobiliare. Imparare a “costruire” correttamente i testi significa essere non solo bravi architetti, ma soprattutto essere anche molto richiesti sul mercato!

Paola Alunni

Anno 1967. Nel 1999 sono diventata giornalista professionista, ho iniziato a lavorare presso un quotidiano cartaceo, quindi per diversi quotidiani online. Sono poi passata alla comunicazione istituzionale presso la Presidenza del Consiglio al Dipartimento per gli Affari Regionali e poi al ministero per i Rapporti con il Parlamento. Oggi in ByTek sono responsabile editoriale, mi occupo dell’ottimizzazione dei testi in ottica SEO e del settore copywriting. Mi piace la vita all’aria aperta, sono educatrice scout e, avendo il cuore mezzo giallo e mezzo rosso, sono nata per soffrire.

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