Google Speed ​​Update è attivo:la velocità come fattore di ranking

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Google ha comunicato che dal 9 luglio è stato attivato per tutti gli utenti Google Speed Update. L’algoritmo di Google è dunque stato aggiornato includendo la velocità di caricamento del sito mobile come fattore di ranking.

Nell'annuncio è stato precisato che l’aggiornamento “riguarderà solo una piccola percentuale di query”.

Cos'è Google Speed Update

Google Speed Update è un aggiornamento dell’algoritmo che regola il posizionamento dei contenuti nella SERP mobile, implementando di fatto il Mobile First Indexing, che da priorità alle versioni mobili dei siti. Del resto la maggior parte delle ricerche sul motore di ricerca più usato in Occidente proviene ormai da dispositivi mobili, tablet e smartphone. A Mountain View si è ritenuto quindi di aggiornare le modalità con le quali viene stabilito il posizionamento dei siti e dei contenuti, includendo anche il fattore della velocità di caricamento, come avviene già da anni per le ricerche da desktop.

Perché Google apprezza la velocità di caricamento

Il tempo medio di caricamento della pagina di un sito web è di circa 2,5 secondi su desktop ma, secondo una ricerca di Kissmetrics, la percentuale di abbandono è del :

3% se il sito si carica in più di 1 secondo

30% se il sito si carica in più di 6/10 secondi

20% se il sito si carica in più di 10/20 secondi

Dunque non è Google a preferire contenuti veloci, ma l’utente. La user experience offerta da un sito lento nel rispondere all'utente è davvero penalizzante, tanto più se la ricerca è effettuata da mobile. La query attivata da dispositivi mobili ha specifiche caratteristiche. C’è infatti una minore tolleranza dell’utente rispetto alla lentezza con la quale si riceve risposta alle domande poste attraverso il motore di ricerca.

Si deve infatti considerare che:

  • Il display non enorme penalizza la leggibilità dei contenuti per tempi lunghi
  • l’utilizzo frequente all’aperto che penalizza la visione del display
  • le risposte devono rispondere esattamente alle query, senza costringere l’utente a scrollare la pagina dallo smartphone

Google considera questi fattori ai fini dell’esperienza utente e promuove i siti e i contenuti che corrispondono alle aspettative di chi effettua query da mobile. Le caratteristiche della ricerca da mobile sono infatti legate frequentemente a ricerche locali (recensioni, localizzazione di attività commerciali ecc.) che attendono una risposta immediata. Difficilmente ricerche per una tesi di laurea sono effettuate da mobile, mentre sono assai di più le query informazionali, navigazionali e legate alla local search.

Le statistiche sono univoche nel rilevare che gli utenti sono sempre più attenti alla velocità di caricamento dei contenuti. I siti più lenti registrano infatti una diminuzione del tempo di permanenza e l’aumento della frequenza di rimbalzo, con effetti negativi sul numero di pagine viste e sulle conversioni.

L’attenzione di Google alla velocità di caricamento dei siti

Google, in effetti, pone da anni l’attenzione sulla velocità di caricamento di un sito. Già nel 2010 si è avuta conferma che la velocità di caricamento è diventata fattore di ranking per ricerche da desktop. Nell'aprile 2015 è stato aggiornato l’algoritmo per dare priorità ai siti web mobile friendly in SERP, nel caso in cui la query proviene da un dispositivo mobile. Sempre nel 2015 Google ha reso noto che le ricerche da mobile avevano superato quelle da desktop già in dieci Paesi, compresi Stati Uniti e Giappone. Nel novembre 2016 è stata avviata la sperimentazione per l’indicizzazione mobile-first, che considera la versione mobile di un sito, se presente, come la principale ai fini della visualizzazione in SERP. Nel gennaio 2018 è stato infine annunciato l’aggiornamento dell’algoritmo, avvenuto appunto in luglio.

Cosa dice Google dell’aggiornamento Google Speed Update

John Mueller di Google, nel corso di un recente webinar, ha dichiarato che l’aggiornamento sarà attivato "su scala graduale” commentando che "più veloci rendi le tue pagine, più ne possiamo tenere conto. E non conta tanto il fatto che sia troppo lento o più veloce. ". Una contraddizione rispetto alle affermazioni precedenti? Sempre da Google era stato indicato che l’aggiornamento "riguarderà solo le pagine che offrono agli utenti l'esperienza più lenta". Mueller ha quindi precisato in un tweet:

“Per chiarire su Mobile Speed Update:

a) questo penalizza solamente i siti più lenti

b) essi possono migliorare incrementalmente (potresti aumentare significativamente la velocità)

c) se il tuo sito è veloce, le cose non cambieranno molto per te”.

Come misurare la velocità di un sito da mobile: i tool di Google

Da qualche mese Google ha rilasciato un tool molto interessante, che misura la velocità di caricamento di un sito. Elemento molto utile è anche la possibilità di raffrontare la velocità del sito con quelli dei concorrenti.

Si tratta di Compare your mobile site speed. Il tool include Impact Calculator, che permette di misurare l’impatto che la diminuzione dei tempi di caricamento può avere riguardo ai ricavi, molto utile per chi fa ecommerce, prenotazioni alberghiere e vendita online. Secondo Google, un ritardo di un secondo nel tempo di caricamento della pagina può ridurre le conversioni fino al 20%. Sulla base di questi dati, Google ha introdotto un calcolatore d'impatto, che misura le potenziali entrate ottenibili attraverso un sito più veloce. Basta inserire manualmente alcuni valori: visitatori mensili, valore medio dell'ordine e tasso di conversione. Lo strumento mostrerà la velocità del sito con un cursore. Trascinando il cursore verso sinistra è possibile avere un dato sulle possibili entrate in rapporto all'aumento della velocità del sito.

Altro tool interessante è Mobile Website Speed Test che misura la velocità media di caricamento del sito da mobile. Si inserisce il dominio e lo strumento misura le velocità media, indicando anche la perdita di visitatori in base alla eventuale lentezza del sito.



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